lunedì 20 aprile 2020

The Tale of the Loop


Serie in otto puntate da circa un'ora l'una.
Doppiato in italiano.
Su Prime Video.

In una cittadina dell'Ohio, in un tempo imprecisato tra gli anni '70 e '80, vi è un centro di ricerca.
Molti vi lavorano ma non si sa bene cosa facciano lì dentro. Però avvengono fenomeni strani, al centro vi è il Tempo, il suo scorrere avanti e indietro, non sempre in maniera positiva.
I protagonisti sono dei bambini o dei ragazzi, gli adulti che vorrebbero saperne di più, sono invece degli spettatori, le scoperte sulla loro pelle la fanno i giovani.
I colori dei paesaggi e delle case sono freddi, come fosse tutto un gigantesco laboratorio.
Non vi sono alieni, astronavi, spade laser, gli effetti speciali, pochi e misurati.
La definirei fanta-psicologia perché davanti agli imprevisti che i personaggi devono superare, mi domandavo:"E io al suo posto, cosa avrei fatto?"
Una serie molto particolare, da vedere.

sabato 18 aprile 2020

Scoperte di primavera


Abiti in un luogo ma praticamente non ci vivi.
Lavoro, cinema, viaggi, cene, insomma ci dormi o poco più.
Il mitico virus Covid-19 e le chiusure di tutte le attività mi ha fatto scoprire le vie e i palazzi nei dintorni di dove abito.
Sono state delle belle sorprese, numerose case singole, alcune anche di pregio in stile liberty, oramai inglobate nel tessuto urbano, tra condomini orribili degli anni '50 e altri più recenti con tipico stile cubico per il risparmio energetico.
Ancora molte attività artigianali, bassi fabbricati con carrozzerie, meccanici, magazzini.
Tutto ciò è stato possibile grazie ai mie... piedi. Già, perché guidando un'auto non si ha certo la possibilità di guardarsi intorno, presi tra un semaforo e un incrocio. Camminando, si può spesso alzare la testa e osservare quello che ci circonda.

venerdì 17 aprile 2020

La felicità del meno


Un libro che nasce da una ricerca, due anni per monasteri di varie confessioni religiose per capire se i monaci stanno meglio di noi.
Ebbene sì, per varie ragioni, e alcune le stiamo provando anche noi in questo periodo di clausura dovuto al virus COVID-19.
Il silenzio, la rinuncia, la solitudine, ci portano a stare con noi stessi e il libro è un valido spunto di riflessione.
Uscire dalla "fonosfera", quel continuo rumore a cui siamo sottoposti tutti i giorni, è il primo passo per placare la mente. D'altra parte, la confessione cristiana con la preghiera, il buddhismo con i mantra e la meditazione, sono proprio dei metodi per liberare la nostra testa dai continui pensieri che l'affollano.
Amen.
Hari Om Tat Sat.
Così sia.

giovedì 16 aprile 2020

Tokyo girl


Serie in 11 puntate da mezzora l'una.
In lingua originale giapponese, con sottotitoli in inglese.
Su Prime Video.

Aya viene seguita nella sua crescita dai 23 anni ai 40 e nei suoi spostamenti, da un sobborgo di Tokyo alla grande città.
Si innamora, convive, fa carriera nel lavoro, cambia quartiere di pari passo con la sua ascesa sociale. Ha delle amiche tutte tese come lei ad apparire sempre giusta e a posto in ogni luogo.
Deve fare attenzione allo spartiacque dei trent'anni, la sua ansia cresce perché deve trovarsi un marito per essere conforme ai canoni della società in cui vive.

Curiosa la sceneggiatura, spesso un personaggio si rivolge direttamente in camera e racconta quello che sta vivendo o pensando.

Si mostrano i grandi contrasti della società giapponese, estremamente moderni ma ancorati alle tradizioni come avere un marito, dei figli, un lavoro fisso.

Una bella serie, molto interessante.

L'interprete principale è Asami Mizukawa.


mercoledì 14 marzo 2018

Otto montagne di Paolo Cognetti

paolo cognetti otto montagne

Lessi questo libro prima che vinse il Premio Strega e non era ancora così conosciuto. Rimasi colpito dalla prosa dell'autore, semplice eppure pienamente descrittiva dei sentimenti dei personaggi e dei paesaggi montani.
Per chi ama la montagna come me ritroverà al suo interno la fatica del passo sul sentiero e la soddisfazione della cima, a volte pure una certa delusione perché prima o poi, bisogna rientrare e non si può stare lassù per sempre.
Il libro è una salita soprattutto nella vita dei due protagonisti, uno di città e uno di montagna, che si incontrano da bambini nei mesi estivi tra prati e torrenti, una crescita per entrambi con esperienze diverse che li faranno ritrovare, dopo molti anni, da adulti, ancora con qualche sogno da raggiungere.
Il padre è una figura sfuggente e anche per questo la montagna è una metafora della crescita, alla fine bisogna farcela da soli, superare un ostacolo dopo l'altro e non guardarsi indietro per non cadere nella malinconia e nel rimpianto.
L'ho riletto dopo qualche tempo e l'ho apprezzato ancora di più, certi passaggi sono commoventi, che siano sui rapporti personali o su una visione di un lago alpino.
Il libro non è una guida per sentieri, è adatto a tutti, anche se si ama solo il mare e le montagne le si è viste solo in televisione.
Paolo Cognetti è riuscito ad andare a vivere in montagna almeno per alcuni mesi all'anno, in Val d'Aosta, ha anche un blog dove non scrive di frequente ma i suoi articoli sono sempre interessanti.

venerdì 9 marzo 2018

Con te e senza di te di Osho

osho con te e senza di te
Per chi si è avvicinato all'Oriente nelle sue varie declinazioni spirituali, prima o poi inevitabilmente leggerà un libro di Osho.
In questo volume in particolare analizza il rapporto di coppia e smonta una a una le nostre convinzioni che derivano dalla nostra cultura occidentale e religione cattolica.
Osho non è facile da leggere, non per la sua prosa sempre piuttosto semplice, ma per i concetti che pagina dopo pagina ci obbligano a metterci in gioco, a pensare che forse abbiamo sbagliato tutto nella nostra vita.
Consiglio di leggerlo almeno due volte perché appunto ad una prima lettura o lo si rifiuta, o lo si abbraccia completamente decidendo di andare a vivere in un ashram!
La seconda lettura permette in modo più ragionato di accogliere quanto di elevato ci sia nel messaggio di Osho senza gettare al vento tutto quanto si sia costruito nella propria vita sino a quel momento.
Un esempio tra i tanti che si possono fare, Osho ci insegna la differenza tra desiderio e attaccamento.
Il desiderio non è negativo, è una forza propulsiva. L'attaccamento è quello che ci blocca, che ci obbliga a restare legati a oggetti o a persone senza poter evolvere. L'esempio del cibo è molto calzante. Desideriamo un buon piatto, andiamo al ristorante ma scopriamo che quel giorno non è previsto nel menu. Se è solo un desiderio, la cosa ci dispiace ma non ne facciamo un dramma, mangeremo altro. Se è un attaccamento, ci disperiamo non riuscendo ad apprezzare tanti altri piatti che quel giorno sono ordinabili!
Se questo esempio mi vede completamente d'accordo con Osho, cioè negare l'attaccamento verso cose o oggetti, il discorso cambia riguardo le persone.
Certo, sarebbe bello non attaccarsi a una persona, amarla, ma se questa scompare, ci lascia o muore, restare sereni. E' quasi impossibile, un sentimento a cui tendere ma non penso facilmente realizzabile.

lunedì 5 marzo 2018

Isola di Siri Ranva Hjelm Jacobsen

Isola Siri Ranva Hjelm Jacobsen

Le isole Faroe sono geograficamente poste a metà strada tra la Scozia e l'Islanda ma invece sono di proprietà della Danimarca, ben più lontana.
Viene difficile per noi mediterranei immaginare la vita in posto così defilato, forse abbiamo visto qualche documentario sulla pesca al merluzzo oppure sulla vita degli Inuit ma questi sono in territori vasti anche se poco abitati.
Le isole Faroe sono proprio sperdute, lontane, piuttosto piccole, dove inevitabilmente i rapporti sociali e famigliari devono essere forti per poter sopravvivere.
Leggendo il libro si sente la fatica e le mani spaccate dal freddo dei pescatori, così come la solitudine nel lungo inverno in un villaggio. L'emigrazione verso la Danimarca è un tema ricorrente, non tutti potevano farcela in quelle condizioni e soprattutto, volevano trovare qualcosa di meglio per loro, magari studiare. L'alcol e il mare, dove spesso si annegava, non potevano essere l'unica fine possibile.
La protagonista rivive le storie dei suoi antenati, uomini ma anche donne molto forti, che sapevano prendere decisioni e dove gli altri obbedivano, riconoscendo implicitamente la loro autorità.
Un libro affascinante, per chi non ha paura del freddo e del buio, non solo esterni ma anche quelli dell'anima.

venerdì 5 gennaio 2018

Uno, l'inizio


L'idea di aprire un blog mi è venuta dopo alcuni anni di utilizzo di Facebook e di come tutto lì dentro sia dispersivo.
Foto, pensieri, pubblicità, tutto un grande marasma che scorre e non rimane nulla, spesso una fiera delle vanità.
La scrittura è un piacere personale, a volte una terapia, però è bello anche condividerla.
Mi auguro di spartire con voi dei pensieri più ragionati e comunque come diceva Daniel Pennac nei suoi "diritti del lettore", questo ha sempre la possibilità di smettere di leggere!
Perciò non siete obbligati a proseguire a seguirmi, ma spero che lo farete.